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Stimolatore diaframmatico

Nel 2011 il mio amico anestesista Cesare Gregoretti mi propone qualcosa che mi avrebbe cambiato la vita per quanto riguardava il mio respiro, ovvero la possibilità di avere uno stimolatore diaframmatico. Così conobbi il dr.Matteo Giacomini e il progetto che l’equipe Dell’ospedale Niguarda ca granda di Milano stava portando avanti da un po’ di tempo. È stata una vera fortuna, ha migliorato la mia vita del 100% lasciandomi più libertà negli spostamenti manuali, ora quando esco di casa non ho più la zavorra di tubi e del respiratore (che porto sempre con me mi fa sentire più sicuro) anche per i miei genitori si semplifica molto la mia gestione e poi uno staff sempre disponibile e non sono l’unico ragazzo che è seguito fuori regione. Il dr.Federico Pozzi e la fisioterapista respiratoria Giuliana Stagni sono una sicurezza e anche gli unici in Italia a occuparsi di questa tecnologia

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Ho chiesto alla Stagni un suo aiuto per descrivervi meglio di cosa stiamo parlando:

Lo stimolatore diaframmatico (DPS): alternativa alla ventilazione meccanica invasiva nella persona con lesione midollare cervicale in ventilazione meccanica continua

La lesione midollare cervicale alta (C1-C4) determina paralisi dei muscoli respiratori e rende la persona dipendente dalla ventilazione meccanica per la vita. Pur efficace dal punto di vista ventilatorio, la ventilazione meccanica è associata ad un aumento della mortalità e delle complicanze respiratorie con una significativa riduzione dell’aspettativa di vita. Oltre a ciò la presenza del ventilatore aumenta la necessità di assistenza e limita  l’inserimento sociale: tante attività diventano impossibili.

Dal 2011 presso la neurorianimazione dell’ospedale Niguarda, Milano, vengono impiantati 4 elettrodi sul diaframma per via laparoscopica. L’approccio chirurgico risulta poco invasivo e la stimolazione diaframmatica può iniziare già il giorno dell’intervento. L’unica condizione per effettuare l’impianto è che i nervi frenici conducano, cosa che si può vedere con una elettromiografia.

Il  graduale ricondizionamento/allenamento del diaframma post impianto consente di riportare il muscolo alla condizione pre trauma e permettere la disconnessione dal ventilatore per un numero variabile di ore durante la giornata fino a 24/24 h.

La degenza post impianto è variabile ma ultimamente si è ridotta ed è di circa una settimana. Prima della dimissione si effettua un addestramento completo del care giver per quanto riguarda la gestione dello stimolatore in toto. Dopo l’impianto si viene seguiti sia con controlli ambulatoriali sia a distanza per cercare di gestire al meglio lo stimolatore.

Gli obiettivi dello stimolatore non sono solo il  ripristino di una respirazione senza ventilatore ma soprattutto il miglioramento della qualità di vita e la riduzione della necessità di ospedalizzazione per complicanze respiratorie.

Lo stimolatore può essere impiantato in sicurezza in persone con lesione midollare alta e dipendenti dalla ventilazione meccanica, permettendo loro di staccarsi dal ventilatore e riprendere una vita il più possibile indipendente. I bimbi impiantati sono tornati più facilmente a scuola,  i ragazzi hanno potuto tornare ad effettuare sport che prima amavano (sci, equitazione, piscina..) senza le difficoltà legate al circuito ed al ventilatore. Nello stesso modo è più semplice frequentare qualsiasi ambiente da quello scolastico/lavorativo, a quello di svago come il cinema o la discoteca.

I maggiori vantaggi evidenziati dopo l’impianto, oltre a quelli clinici,  sono una minore difficoltà nella gestione da parte dei care givers, un incremento delle possibilità di inserimento lavorativo e scolastico ed una più agevole accettazione da parte della comunità.

ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda enricagiuliana.stagni@ospedaleniguarda.it 

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