QUESTIONE DI TESTA

Quando una persona diventa disabile? Dopo l’incidente oppure nel momento in cui fai mente locale e ti rendi conto di quanto è cambiata la vita.Una canzone famosa dice “ah…la vita più… Bella della vita non c’è niente e forse tanta gente non lo sa…cit.Elio Gandolfi”

Realizzo di essere disabile quando mi confronto con le sfide e le limitazioni che la mia condizione mi impone nella vita di tutti i giorni. Questo può accadere in momenti in cui mi rendo conto di non poter svolgere determinate attività come gli altri, di dover fare delle modifiche al mio stile di vita per adattarmi alle mie esigenze, o quando mi trovo ad affrontare situazioni di discriminazione o di inaccessibilità. Tuttavia, essere disabile non significa essere meno valido o meno capace, ma solo avere delle diversità che vanno rispettate e valorizzate.

Tante volte nel corso degli anni mi sono chiesto se era meglio lasciarci la pelle invece di essere rimasto vivo e disabile (dettaglio non da poco). La risposta dentro di me lo sempre saputa mi piace troppo la vita anche se avvolte ho versato lacrime durante la notte per essere rimasto vivo, voi che cosa avreste preferito e perché? Lo so non è una domanda semplice ancor meno è la mia vita da quando ho fatto quel tuffo di testa da otto metri, manco avessi fatto le olimpiadi. La disabilità entro nella mia testa una volta tornato a casa dall’unità spinale, lí non gli davo tanto peso eravamo tutti disabili. Facevamo le stesse cose stesse attività di recupero insomma eravamo un gruppo di amici che la sera faceva burdell, questo poteva accadere grazie a infermieri o.s.s. e medici che potevano lavorare col cuore per via di una politica diversa rispetto a oggi che invece devono stare a testa bassa e obbedire senza creare rapporti umani e questo è un gran peccato. Ma a casa ero solo anche se ho avuto i miei grandi amici che ancora adesso non mi hanno abbandonato, però è molto diverso dal condividere una camera con altri ragazzi e non avevo tempo per pensieri pericolosi invece a casa la notte fissavo il soffitto conoscevo i mie demoni pensavo al futuro capivo sempre di più cosa comportava la disabilità vedevo crescere i miei problemi ma soprattutto vedevo la mia famiglia sempre più in difficoltà

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